Intercettazioni si intercettazioni no
Pubblicato da FIcommander Giugno 10th, 2008 in ARCHIVIO.Dalle intercettazioni eseguite in Italia si potrebbe desumere che siamo un popolo di delinquenti o presunti tali. Un rapporto Eurispes ha calcolato che in dieci anni 30 milioni di italiani sono stati intercettati; poi le loro conversazioni non sono state ritenute utili oppure non si è fatto in tempo a trascriverle. Sempre L’Eurispes nel 2005 calcolava che tre italiani su quattro fossero in qualche modo sotto controllo, o attraverso il telefono o con la schedatura delle e-mail e degli SMS, o con la semplice sorveglianza “passiva”. Oltre che sulla privacy dei cittadini le intercettazioni hanno ovviamente un costo: 224,3 milioni di euro nel 2007, il 33% delle spese per la Giustizia, un balzo del dieci per cento rispetto al 2006. Negli Stati Uniti – nonostante Echelon, la Cia, la National Security Agency – il budget totale a disposizione del Fbi non raggiunge i 5 milioni di dollari: appena poco più di quanto speso dal distretto giudiziario di Lecce.
Nel 2007 in Italia sono state intercettate 124.845 persone: 112.623 attraverso il telefono, 10.493 con microfoni ambientali, 1.729 con altri strumenti di spionaggio. Negli Stati Uniti si effettuano ogni anno 1.705 intercettazioni, più o meno quante nei soli distretti giudiziari di Firenze o Catanzaro. In Francia vengono intercettate 20.000 persone, in Inghilterra 5.340.
Accanto alle intercettazioni è nato il business delle trascrizioni e delle ricerche incrociate delle telefonate. Società costituite ad hoc per partecipare ad appalti assegnati con poteri discrezionali dalle procure, poliziotti che hanno preferito mettersi in aspettativa per partecipare al grande giro. Il 90% delle trascrizioni infatti vengono affidate dai magistrati all’esterno, in base a scelte fatte, su richiesta del pm titolare dell’inchiesta, insindacabilmente dai procuratori capi.

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